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2016... LA CENSURA KOMUNISTA NELLA BASSA REGGIANA

Al gruppo consigliare "Centrosinistra per Cadelbosco", degno erede del PCI, non va proprio giù che ci sia gente che non si voglia allineare al pensiero unico.
Dichiarare infatti che un dibattito pluralista sia revisionismo storico, è solo paura che tutte le fandonie con le quali hanno retto il potere per 70 anni, vengano a galla. Cercando di minacciare con il solito sistema ancora una volta chi nel rispetto del pluralismo ricerca la verità.
Dimostrando sempre di più che l'intimidazione con la quale la sinistra detiene il potere è figlia delle stragi partigiane avvenute dopo il 25 Aprile del 1945, stragi e massacri che ancora oggi ci si ostina a tenere nascoste.

 

Il giorno prima di un dibattito sugli anni della Resistenza e della Guerra civile, improntato al massimo pluralismo ed alla libertà di confronto, dove siederanno al medesimo tavolo l’Avv. Luca Tadolini del Centro Studi Italia, il Dott. Mirco Carrattieri di ISTORECO ex Presidente di ISTORECO, e l’On. Mauro Del Bue, direttore de l’Avanti!, leggiamo un irreale ordine del giorno di Viviana Bonini, per il Centrosinistra per Cadelbosco di Sopra, che parla di una presunta “azione di revisionismo”, di “redivivo gruppo di fascisti e nostalgici”, colpevole di avere presentato il libro “Donna Rachele, mia nonna”, di “insulti, sfoghi barbari e vigliacchi”.
Sinceramente siamo alla follia.
Il calendario dice 2016, ma evidentemente per alcuni siamo ancora al 1945, e della “storia” si deve parlare solo secondo certi dettati, che, trattandosi di Cadelbosco di Sopra e leggendo il tenore del comunicato, si immagina senza sforzo essere quelli che piaciuti ed ispirati al potere del vecchio partito comunista.
Il comunicato del “Centrosinistra per Cadelbosco” si chiude con una richiesta di condanna del “neofascismo e dell’ideologia fascista” che chiaramente per nulla suonano come un intento alla libertà, ma come una politica di intimidazione a chi cerca di far cultura e storia nel segno della libertà, senza censura, e senza chiedere permesso al potere di turno.
Noi rispondiamo che siamo persone libere. 
Le nostre iniziative sono aperte e le uniche regole sono la correttezza e l’educazione. 
Il resto è retroguardia di un potere abituato a comandare su tutto da troppo tempo: come diceva Pasolini, “attenzione al fascismo degli antifascisti”.

Autore: Letizia Iori
Categoria: Politica
Data: 26-04-2016
Ora: 17:30:00


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