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QUANDO SI DICE GLI AMICI

La notizia è rimbombata con fragore in tutte le sedi istituzionali e politiche; la C.I.A., cioè la Central Intelligence Agency, ha spiato per un lungo periodo l’allora Presidente del consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi con lo scopo di esautorarlo e screditarlo, ordendo così, di fatto, un piano contro di lui e quindi contro l’Italia.
Materia delicata e pelosissima in quanto la Central Intelligence Agency altro non è che un agenzia federale che deve / si dovrebbe occupare della tutela e della sicurezza degli Stati Uniti d’America, cercando di prevenire e analizzare le mosse di un eventuale “nemico” che potrebbero comportare un pericolo per la nazione. 

 

A questo punto, e gli USA hanno con malcelato imbarazzo confermato le intercettazioni, è di un’evidenza lapalissiana che oltre Atlantico ci considerano un nemico o per lo meno una minaccia. 
Il nostro bel, forse, una volta, bel paese ha la sciagura di aderire alla NATO, ossia una organizzazione che lega tutti i suoi membri con una alleanza; e un’ alleanza impone ad ogni membro un certo grado di fiducia ed un determinato comportamento nei confronti dei propri amici. 
Quindi chi viola l’alleanza tradisce i principi che tengono legati i membri i quali, da quel momento in poi, potrebbero sentirsi esonerati dagli obblighi nei confronti del “traditore”; ne deriva e consegue, se la logica non è un’opinione, che gli Stati Uniti, spiando i loro amici, hanno tradito l’Alleanza. 
Oibò, ma non erano gli italiani quelli storicamente portati ai tradimenti e ai cambi repentini di alleanze, peraltro sublimati dalla “porcata” del 8 Settembre del 1943 ?
Negli ultimi trenta anni abbiamo seguito, obtorto collo, gli USA in tutte le sue fallimentari e strampalate campagne militari sparse per il mondo con relativo contributo di sangue versato dai nostri soldati; ad esempio stiamo ancora aspettando che dall’Iraq ci giunga la notizia del ritrovamento delle letalissime armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. 
Nel frattempo in quel teatro operativo abbiamo perso 45 soldati e 2 civili. 
Gli Usa, in cambio del nostro sostegno, ci forniscono e ci regalano crisi economiche ed ulteriori destabilizzazioni di aree peraltro irreversibilmente indebolite con conseguente voluta e studiata “invasione” da parte di orde di disperati che scappano da guerre e terrorismo.
Un piano peraltro scentemente ordito e programmato.
E se fosse giunto il momento di cambiare o per lo meno di iniziare a pensare di rimodulare le nostre alleanze ? 
E se fosse arrivata l’ora di allentare il legame con gli americani e pensare a dedicarci di più ai fatti nostri ? 
Agli USA saremo per sempre grati di averci aiutati a ricostruire il Paese, in verità dopo che loro stessi ce lo avevano distrutto nelle seconda guerra mondiale, ma questo aiuto non è stato poi del tutto gratuito e disinteressato: abbiamo deposto nelle loro mani un bel po’ della nostra sovranità e libertà nelle scelte di politica interna e soprattutto di politica estera. 
Gli Stati Uniti d’America con la loro espressione NATO, giova ricordare e certamente non di meno sottolineare che la Nato è sì una alleanza di più stati sovrani, ma il Supremo Comando Alleato in Europa, SACEUR, può essere solo ed esclusivamente affidato ad un generale statunitense, si sono sempre creati le condizioni prima e hanno fatto guerre in ogni parte del mondo poi; guerre che hanno lasciato i Paesi colpiti in condizioni peggiori di quando la guerra era iniziata e dove, comunque, la cosi detta ricostruzione è sempre stata ad appannaggio di interessi e aziende americane.
Oggi la NATO ha pianificato una politica decisamente aggressiva nei confronti della Russia, come lo dimostrano le questioni inerenti a Ucraina, Siria Turchia Europa dell’Est; gli Gli Stati Uniti continuano ad inasprire le tensioni mondiali con l’unico scopo di andare a tutti i costi allo scontro con la Russia per sottrarle le strategiche e fondamentali risorse energetiche (gas e petrolio) ostacolando in questo modo la crescita economica dell’Europa. 
E’ altissimo il rischio che l’Italia si trovi invischiata in una guerra inutile per se stessa solo perché l’art. 5 del Trattato Atlantico ci impone di prestare aiuto ad un alleato, come stava per accadere un po’ di mesi fa quando la Turchia, Paese con il quale non condividiamo nulla, né storia, né cultura, né religione e che spinge per far parte della UE, con il silenzio assenso degli USA, decise di abbattere un aereo russo. 
Non possiamo mettere a rischio la nostra incolumità a causa della stupidità dei nostri sciagurati alleati; per tutelare gli interessi americani abbiamo già accettato le sanzioni contro la Russia, provocandoci un suicidio economico o, ancora, per difendere le convenienze economiche francesi e inglesi ci siamo fatti coinvolgere nel bombardamento della Libia con le tragiche e disastrose conseguenze che oggi possiamo ben (!?) apprezzare.
Henry Kissinger, nato Heinz Alfred Kissinger, consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di stato degli Stati Uniti durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford tra il 1969 e il 1977, ripeteva spesso che “ essere nemici degli Stati Uniti è pericoloso, esserne amici è letale”.

Autore: Paolo Comastri
Categoria: Attualita
Data: 25-05-2016
Ora: 12:00:00


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